Puglia, non solo mare: il Turismo Religioso vale il 12% delle presenze. Boom per i cammini lenti

In occasione della Domenica delle Palme, Coldiretti Puglia traccia il bilancio di un settore in forte crescita (+11,4%). Gli agriturismi diventano i nuovi presidi dell’accoglienza spirituale e gastronomica

 

La Puglia si conferma una delle mete privilegiate per il turismo dello spirito. Non più solo una destinazione balneare, ma un crocevia di fede, cultura e natura che oggi attira il 12% dei viaggiatori totali in regione. È quanto emerge dall’analisi diffusa da Coldiretti Puglia in occasione della Domenica delle Palme, basata sui dati di Terranostra, l’associazione che riunisce gli agriturismi del territorio.

Secondo le stime, il settore sta vivendo una fase di profonda trasformazione: il pellegrino moderno non cerca solo il luogo di culto, ma un’esperienza immersiva che unisca la spiritualità alla bellezza dei borghi rurali e all’autenticità dei sapori locali.

I numeri del fenomeno: la riscossa dei cammini

Il dato più sorprendente riguarda i cammini pugliesi. Nel 2025, questi itinerari hanno registrato un incremento dell’11,4% rispetto all’anno precedente. Se si guarda al medio periodo, il balzo è ancora più impressionante: negli ultimi quattro anni la crescita complessiva è stata del 249%.

A guidare questa classifica di gradimento sono percorsi ormai storici e nuove rotte:

Cammino Materano e Cammino del Salento: punte di diamante del trekking regionale.

Via Francigena nel Sud: asse portante del pellegrinaggio europeo.

Nuovi itinerari: La Rotta dei Due Mari, il Cammino Don Tonino Bello, il Cammino della Pace e il Cammino di Guglielmo.

L’identikit del viaggiatore “lento” è chiaro: la quota internazionale è in ascesa (13,4%), ma il dato più rilevante è la prevalenza femminile, con le donne che rappresentano oltre il 56% di chi sceglie di mettersi in cammino.

Le mete della fede: tra UNESCO e Tradizione

Accanto ai nuovi cammini, restano solidi i pilastri della devozione pugliese che continuano a calamitare flussi da tutto il mondo:

San Giovanni Rotondo: l’eredità di San Pio resta il fulcro del turismo religioso garganico.

Monte Sant’Angelo: il Santuario micaelico, patrimonio UNESCO, fonde fede e storia millenaria.

Bari e la Basilica di San Nicola: ponte ecumenico tra Oriente e Occidente.

Alberobello: dove la spiritualità incontra l’architettura unica dei trulli.

L’agriturismo come “custode” dell’identità

In questo scenario, gli agriturismi giocano un ruolo strategico. Per questo weekend delle Palme, Terranostra Puglia segnala un’ottima affluenza per i pranzi tipici e una permanenza media di due giorni per i pernottamenti.

“Il turismo religioso e i cammini sono una grande opportunità per le aree rurali,” spiega Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia. “Gli agriturismi non offrono solo un letto, ma raccontano la Puglia attraverso le tradizioni e i prodotti locali, creando un’esperienza sostenibile radicata nel territorio.”

Un asset per la destagionalizzazione

Oltre al valore culturale, il turismo lento e religioso rappresenta una risposta concreta alla necessità di destagionalizzare l’offerta turistica. Distribuendo le presenze lungo tutto l’anno e non solo nei mesi estivi, la Puglia si posiziona come meta di riferimento per un turismo consapevole, capace di generare indotto economico anche nelle aree interne e meno battute, garantendo al contempo la tutela dell’ambiente e dell’identità locale.